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Maratea:
Forse in Italia non c'è paesaggio e panorama più superbi. Immaginate decine e decine di chilometri di scogliera frastagliata di grotte, faraglioni, strapiombi e morbide spiagge davanti al più spettacoloso dei mari, ora spalancato e aperto, ora chiuso in rade piccole come darsene. La separa da una catena dolomitica, tutta rocce color carnicino, punteggiata di villaggi semiabbandonati, di castelli diruti e antiche torri saracene, un declivio boscoso rotto da fiumiciattoli e torrenti e sepolto sotto le fronde dei lecci e dei castagni. »(Indro Montanelli)
Unico comune della provincia ad affacciarsi sul mare, si estende per circa 32km sul Mar Tirreno. La sua costa, incastonata in una singolare posizione geografica ed ambientale, è variegata di insenature e grotte, scogli e secche.
Numerose e caratteristiche le spiagge costiere, di fronte ad una delle quali emerge l'isola di Santo Janni. Degni di attenzione sono i fondali e le 131 grotte marine e terrestri, delle quali alcune hanno restituito fossili e reperti preistorici. Su tutte spicca la Grotta di Marina con stalattiti e stalagmiti.

Grotte di Pertosa:
Da circa tre anni le Grotte dell’Angelo ospitano uno spettacolo denominato “L’Inferno di Dante nelle Grotte a Pertosa”, prodotto dalla Tappeto Volante s.a.s, il cui ideatore e regista è Domenico Maria Corrado.
Il pubblico diviso in gruppi di 30/35 unità viene affidato ad un “Dante” ed in compagnia di questi, attraversa i dieci cerchi dell’Inferno, immaginato dal Sommo Poeta, ed in ognuno di essi, incontra il personaggio o i personaggi che più lo caratterizzano, e con essi o grazie ad essi si da “corpo”, “musica”, “immagine” e “vita” ai versi del Poeta.
Non ci sono quinte e fondali di cartapesta, ma uno scenario preistorico che conta 35 milioni di anni. Per l’Acheronte non c’è stato bisogno di ricorrere ad artifizi: le Grotte dell’Angelo sono attraversate dal fiume sotterraneo Negro, che genera un laghetto ed una cascata, e che si solca su un barcone fino alla sponda dove comincia il viaggio nei 10 cerchi dell’Inferno. Un gioco di luci e suoni ed una serie di videoinstallazioni d’arte contemporanea arricchiscono lo show che si snoda per circa un chilometro e coinvolge oltre 30 attori e ballerini, ma soprattutto con la “Poesia di Dante”, lo spettacolo è un vero e proprio evento. Unico. Emozionante. Suggestivo. Lo spettacolo è itinerante dura circa 90 minuti, si entra in gruppi di 30/35 unità a distanza di 15 minuti uno dall’altro. Lo spettacolo per le scolaresche si svolge tutti i giovedì e venerdì mattina con inizio alle ore 9.30 fino alle ore 13.00,

Oasi WWF del Bussento:
“Un canyon ricoperto da lussureggiante vegetazione da visitare percorrendo un sentiero che si snoda dal centro storico lungo un ruscello con sorgenti, cascate, un antico mulino fino alla grotta dove si assiste alla risorgenza del fiume carsico Bussento.”
Un facile sentiero consente (in 30 minuti) di raggiungere la grotta della risorgenza del fiume Bussento dal centro di Morigerati.
Si passeggia lungo il torrente Bussentino in un ambiente parzialmente ombreggiato, sempre più fresco man mano si scende. Alla grotta si accede con una agevole scala illuminata dalla luce del sole. E’ possibile addentrarsi nella grotta per alcune decine di metri solo con scarpe adeguate e torcia (non c’è illuminazione artificiale).
Le torce vengono fornite dal centro visite.
Dopo la visita alla grotta si può tornare verso il mulino e proseguire in direzione Sicilì per poi proseguire sul nuovo sentiero che costeggia il fiume Bussento fino al ponte , oppure proseguire verso il sentiero 901 che sale alla località Madonna dei Martiri e poi alla Grotta/Santuario di San Michele fino al centro di Caselle in Pittari.
L’Oasi si trova all’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano che è anche nella lista mondiale dei Geoparchi. L’Oasi di Morigerati è un geosito “principale” per il rilevante fenomeno carsico.
Centro Visite a Morigerati: orari di apertura 10.00 – 17.00 tutti i week-end e i giorni festivi.

Certosa di Padula:
La Certosa di San Lorenzo, conosciuta anche come Certosa di Padula, è la più grande certosa in Italia, nonché tra le più famose, ed è situata a Padula, nel Vallo di Diano, in Provincia di Salerno. Nel 1998 è stata dichiarataPatrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. La certosa fu fondata da Tommaso Sanseverino nel 1306 sul sito di un esistente cenobio ed è dedicata a San Lorenzo. La sua struttura richiama l'immagine della graticola sulla quale il santo fu bruciato vivo. La storia dell'edificio copre un periodo di circa 450 anni.
La parte principale della Certosa è in stile Barocco ed occupa una superficie di 51.500 m² sulla quale sono edificate oltre 320 stanze. Il monastero ha il più grande chiostro del mondo (circa 12.000 m²) ed è contornato da 84 colonne. Una grande scala a chiocciola, in marmo bianco, porta alla grande biblioteca del convento.
Secondo la regola certosina che predica il lavoro e la contemplazione, nella Certosa esistono posti diversi per la loro attuazione: il tranquillo chiostro, la biblioteca con il pavimento ricoperto da mattonelle in ceramica di Vietri sul Mare, la Cappella decorata con preziosi marmi, la grande cucina dove, la leggenda narra, fu preparata una frittata di 1.000 uova per Carlo V, le grandi cantine con le enormi botti, le lavanderie ed i campi limitrofi dove venivano coltivati i frutti della terra per il sostentamento dei monaci oltre che per la commercializzazione con l'esterno. I monaci producevano, vino, olio di oliva, frutta ed ortaggi.
Oggi la Certosa ospita il museo archeologico provinciale della Lucania occidentale, che raccoglie una collezione di reperti provenienti dagli scavi delle necropoli di Sala Consilina e di Padula. Questo museo copre un periodo che va dalla preistoria all'età ellenistica.
Orari ingresso Certosa: dalle ore 09:00 alle ore 20:00 tutti i giorni escluso il martedi

Scario e Palinuro:
Scario è la maggiore frazione di San Giovanni a Piro nella provincia di Salerno, meta turistica di rilievo per la qualità delle sue acque e per la sua posizione.
Dal porto di Scario partono diverse escursioni ad una delle località più attrattive del parco: Punta degli Infreschi (non lontana da Marina di Camerota). La costa che da Scario arriva fino a Marina di Camerota è disseminata di grotte carsiche, di cale raggiungibili solo dal mare e di torri di avvistamento. Per raggiungere questi luoghi è consigliabile attrezzarsi con una barca o con un altro natante dato che esistono solo pochi sentieri pedonali via terra con tempi di percorrenza di circa 2 ore.
Inoltre le acque di questa parte di golfo sono molto limpide e ricche di flora e fauna marina, probabilmente a causa della natura carsica delle rocce e alla conseguente presenza di sorgenti sottomarine di acqua dolce e a temperatura più bassa.
Per raggiungere Scario dall’Hotel occorre immettersi sulla SS18 e seguire le indicazioni Scario/ San Giovanni a Piro
Palinuro è la maggiore frazione di Centola, in provincia di Salerno, Campania. È una stazione balneare del Cilento meridionale piuttosto nota, il cui nome è legato ad un personaggio dell'Eneide, il mitico Palinuro, nocchiero della flotta di Enea. Palinuro personifica il caro nocchiero di Enea, che perde la vita perché il dio del sonno lo fa addormentare con musica e dolci parole e poi lo butta in acqua. Così si avvera quello che il fato aveva sempre detto per far sì che Enea raggiunga il Lazio, uno di loro, un troiano dovrà morire. Enea accortosi della mancanza dell'amico lo cerca ma non trovandolo immagina la sua morte. In realtà, come raccontato nell'Eneide, Palinuro nuota fino a raggiungere la costa, dove viene ucciso dai velini e lasciato insepolto sulla riva del mare; per questo motivo, quando Enea scende agli inferi e incontra il fantasma del suo nocchiero, questi lo prega di cercarne il corpo e di dargli degna sepoltura, affinché la sua anima possa riposare in pace.
Per raggiungere Palinuro dall’Hotel occorre immettersi sulla SS18 per poi prendere, dopo Policastro Bussentino, la SP 430 direzione Centola/Palinuro

Paestum:
Dal website: www.tenutavannulo.it
“…La mattina dopo, per tempissimo, trattammo per vie impraticabili e qua e là paludose fino ai piedi di due belle montagne, attraversando canali e ruscelli e incontrando bufali dall'aspetto di ippopotami e dagli occhi selvaggi e iniettati di sangue.”
Così Wolfgang Goethe, il grande scrittore e viaggiatore tedesco, descriveva la Piana di Paestum e il suo tragitto mattutino per andare ad ammirare la classica bellezza dei templi, testimoni eleganti e silenziosi di quella che fu una delle più fiorenti colonie della Magna Grecia. Correva l’anno 1787 e la zona era occupata da paludi e acquitrini fangosi, regno incontrastato delle bufale. Il manto nero come la pece, le corna affilate, gli zoccoli alti e piatti, questi bovini misteriosi, dotati di una forza straordinaria, si muovevano imponenti nelle acque immobili.
Oggi le paludi non ci sono più: l’acqua ha lasciato il posto ad una terra generosa, affacciata sul mare azzurro del Cilento. Ma le bufale non sono scomparse. Anzi.
Per raggiungere Paestum dall’Hotel, si consiglia di prendere la SS18 fino a Policastro e di imboccare la SP140 direzione Vallo della Lucania/Agropoli per poi seguire le indicazioni Capaccio/Paetum.
Alle porte di Capaccio, è possibile acquistare le mozzarelle di bufala presso la Tenuta Vannulo che, dotata di bar, consente di far colazione con brioche e yogurt di produzione propria o di gustare il rinomato gelato alla nocciala sempre con un solo minimo comune denominatore: il latte di bufala.

Prezzi e Prenotazione

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Maratea:
Forse in Italia non c'è paesaggio e panorama più superbi. Immaginate decine e decine di chilometri di scogliera frastagliata di grotte, faraglioni, strapiombi e morbide spiagge davanti al più spettacoloso dei mari, ora spalancato e aperto, ora chiuso in rade piccole come darsene. La separa da una catena dolomitica, tutta rocce color carnicino, punteggiata di villaggi semiabbandonati, di castelli diruti e antiche torri saracene, un declivio boscoso rotto da fiumiciattoli e torrenti e sepolto sotto le fronde dei lecci e dei castagni. »(Indro Montanelli)
Unico comune della provincia ad affacciarsi sul mare, si estende per circa 32km sul Mar Tirreno. La sua costa, incastonata in una singolare posizione geografica ed ambientale, è variegata di insenature e grotte, scogli e secche.
Numerose e caratteristiche le spiagge costiere, di fronte ad una delle quali emerge l'isola di Santo Janni. Degni di attenzione sono i fondali e le 131 grotte marine e terrestri, delle quali alcune hanno restituito fossili e reperti preistorici. Su tutte spicca la Grotta di Marina con stalattiti e stalagmiti.

Grotte di Pertosa:
Da circa tre anni le Grotte dell’Angelo ospitano uno spettacolo denominato “L’Inferno di Dante nelle Grotte a Pertosa”, prodotto dalla Tappeto Volante s.a.s, il cui ideatore e regista è Domenico Maria Corrado.
Il pubblico diviso in gruppi di 30/35 unità viene affidato ad un “Dante” ed in compagnia di questi, attraversa i dieci cerchi dell’Inferno, immaginato dal Sommo Poeta, ed in ognuno di essi, incontra il personaggio o i personaggi che più lo caratterizzano, e con essi o grazie ad essi si da “corpo”, “musica”, “immagine” e “vita” ai versi del Poeta.
Non ci sono quinte e fondali di cartapesta, ma uno scenario preistorico che conta 35 milioni di anni. Per l’Acheronte non c’è stato bisogno di ricorrere ad artifizi: le Grotte dell’Angelo sono attraversate dal fiume sotterraneo Negro, che genera un laghetto ed una cascata, e che si solca su un barcone fino alla sponda dove comincia il viaggio nei 10 cerchi dell’Inferno. Un gioco di luci e suoni ed una serie di videoinstallazioni d’arte contemporanea arricchiscono lo show che si snoda per circa un chilometro e coinvolge oltre 30 attori e ballerini, ma soprattutto con la “Poesia di Dante”, lo spettacolo è un vero e proprio evento. Unico. Emozionante. Suggestivo. Lo spettacolo è itinerante dura circa 90 minuti, si entra in gruppi di 30/35 unità a distanza di 15 minuti uno dall’altro. Lo spettacolo per le scolaresche si svolge tutti i giovedì e venerdì mattina con inizio alle ore 9.30 fino alle ore 13.00,

Oasi WWF del Bussento:
“Un canyon ricoperto da lussureggiante vegetazione da visitare percorrendo un sentiero che si snoda dal centro storico lungo un ruscello con sorgenti, cascate, un antico mulino fino alla grotta dove si assiste alla risorgenza del fiume carsico Bussento.”
Un facile sentiero consente (in 30 minuti) di raggiungere la grotta della risorgenza del fiume Bussento dal centro di Morigerati.
Si passeggia lungo il torrente Bussentino in un ambiente parzialmente ombreggiato, sempre più fresco man mano si scende. Alla grotta si accede con una agevole scala illuminata dalla luce del sole. E’ possibile addentrarsi nella grotta per alcune decine di metri solo con scarpe adeguate e torcia (non c’è illuminazione artificiale).
Le torce vengono fornite dal centro visite.
Dopo la visita alla grotta si può tornare verso il mulino e proseguire in direzione Sicilì per poi proseguire sul nuovo sentiero che costeggia il fiume Bussento fino al ponte , oppure proseguire verso il sentiero 901 che sale alla località Madonna dei Martiri e poi alla Grotta/Santuario di San Michele fino al centro di Caselle in Pittari.
L’Oasi si trova all’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano che è anche nella lista mondiale dei Geoparchi. L’Oasi di Morigerati è un geosito “principale” per il rilevante fenomeno carsico.
Centro Visite a Morigerati: orari di apertura 10.00 – 17.00 tutti i week-end e i giorni festivi.

Certosa di Padula:
La Certosa di San Lorenzo, conosciuta anche come Certosa di Padula, è la più grande certosa in Italia, nonché tra le più famose, ed è situata a Padula, nel Vallo di Diano, in Provincia di Salerno. Nel 1998 è stata dichiarataPatrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. La certosa fu fondata da Tommaso Sanseverino nel 1306 sul sito di un esistente cenobio ed è dedicata a San Lorenzo. La sua struttura richiama l'immagine della graticola sulla quale il santo fu bruciato vivo. La storia dell'edificio copre un periodo di circa 450 anni.
La parte principale della Certosa è in stile Barocco ed occupa una superficie di 51.500 m² sulla quale sono edificate oltre 320 stanze. Il monastero ha il più grande chiostro del mondo (circa 12.000 m²) ed è contornato da 84 colonne. Una grande scala a chiocciola, in marmo bianco, porta alla grande biblioteca del convento.
Secondo la regola certosina che predica il lavoro e la contemplazione, nella Certosa esistono posti diversi per la loro attuazione: il tranquillo chiostro, la biblioteca con il pavimento ricoperto da mattonelle in ceramica di Vietri sul Mare, la Cappella decorata con preziosi marmi, la grande cucina dove, la leggenda narra, fu preparata una frittata di 1.000 uova per Carlo V, le grandi cantine con le enormi botti, le lavanderie ed i campi limitrofi dove venivano coltivati i frutti della terra per il sostentamento dei monaci oltre che per la commercializzazione con l'esterno. I monaci producevano, vino, olio di oliva, frutta ed ortaggi.
Oggi la Certosa ospita il museo archeologico provinciale della Lucania occidentale, che raccoglie una collezione di reperti provenienti dagli scavi delle necropoli di Sala Consilina e di Padula. Questo museo copre un periodo che va dalla preistoria all'età ellenistica.
Orari ingresso Certosa: dalle ore 09:00 alle ore 20:00 tutti i giorni escluso il martedi

Scario e Palinuro:
Scario è la maggiore frazione di San Giovanni a Piro nella provincia di Salerno, meta turistica di rilievo per la qualità delle sue acque e per la sua posizione.
Dal porto di Scario partono diverse escursioni ad una delle località più attrattive del parco: Punta degli Infreschi (non lontana da Marina di Camerota). La costa che da Scario arriva fino a Marina di Camerota è disseminata di grotte carsiche, di cale raggiungibili solo dal mare e di torri di avvistamento. Per raggiungere questi luoghi è consigliabile attrezzarsi con una barca o con un altro natante dato che esistono solo pochi sentieri pedonali via terra con tempi di percorrenza di circa 2 ore.
Inoltre le acque di questa parte di golfo sono molto limpide e ricche di flora e fauna marina, probabilmente a causa della natura carsica delle rocce e alla conseguente presenza di sorgenti sottomarine di acqua dolce e a temperatura più bassa.
Per raggiungere Scario dall’Hotel occorre immettersi sulla SS18 e seguire le indicazioni Scario/ San Giovanni a Piro
Palinuro è la maggiore frazione di Centola, in provincia di Salerno, Campania. È una stazione balneare del Cilento meridionale piuttosto nota, il cui nome è legato ad un personaggio dell'Eneide, il mitico Palinuro, nocchiero della flotta di Enea. Palinuro personifica il caro nocchiero di Enea, che perde la vita perché il dio del sonno lo fa addormentare con musica e dolci parole e poi lo butta in acqua. Così si avvera quello che il fato aveva sempre detto per far sì che Enea raggiunga il Lazio, uno di loro, un troiano dovrà morire. Enea accortosi della mancanza dell'amico lo cerca ma non trovandolo immagina la sua morte. In realtà, come raccontato nell'Eneide, Palinuro nuota fino a raggiungere la costa, dove viene ucciso dai velini e lasciato insepolto sulla riva del mare; per questo motivo, quando Enea scende agli inferi e incontra il fantasma del suo nocchiero, questi lo prega di cercarne il corpo e di dargli degna sepoltura, affinché la sua anima possa riposare in pace.
Per raggiungere Palinuro dall’Hotel occorre immettersi sulla SS18 per poi prendere, dopo Policastro Bussentino, la SP 430 direzione Centola/Palinuro

Paestum:
Dal website: www.tenutavannulo.it
“…La mattina dopo, per tempissimo, trattammo per vie impraticabili e qua e là paludose fino ai piedi di due belle montagne, attraversando canali e ruscelli e incontrando bufali dall'aspetto di ippopotami e dagli occhi selvaggi e iniettati di sangue.”
Così Wolfgang Goethe, il grande scrittore e viaggiatore tedesco, descriveva la Piana di Paestum e il suo tragitto mattutino per andare ad ammirare la classica bellezza dei templi, testimoni eleganti e silenziosi di quella che fu una delle più fiorenti colonie della Magna Grecia. Correva l’anno 1787 e la zona era occupata da paludi e acquitrini fangosi, regno incontrastato delle bufale. Il manto nero come la pece, le corna affilate, gli zoccoli alti e piatti, questi bovini misteriosi, dotati di una forza straordinaria, si muovevano imponenti nelle acque immobili.
Oggi le paludi non ci sono più: l’acqua ha lasciato il posto ad una terra generosa, affacciata sul mare azzurro del Cilento. Ma le bufale non sono scomparse. Anzi.
Per raggiungere Paestum dall’Hotel, si consiglia di prendere la SS18 fino a Policastro e di imboccare la SP140 direzione Vallo della Lucania/Agropoli per poi seguire le indicazioni Capaccio/Paetum.
Alle porte di Capaccio, è possibile acquistare le mozzarelle di bufala presso la Tenuta Vannulo che, dotata di bar, consente di far colazione con brioche e yogurt di produzione propria o di gustare il rinomato gelato alla nocciala sempre con un solo minimo comune denominatore: il latte di bufala.